Domande frequenti sui chargeback

Cosa sono i chargeback?

I chargeback sono un meccanismo che consente ai consumatori di contestare una transazione e richiedere lo storno dei fondi tramite la banca emittente, in genere quando ritengono che la transazione sia stata fraudolenta, non autorizzata o che i beni o i servizi non siano stati forniti o non abbiano soddisfatto le loro aspettative. Per i commercianti di e-commerce, i chargeback possono rappresentare notevoli sfide finanziarie e operative, poiché non solo comportano una perdita di fatturato, ma comportano anche commissioni e sanzioni aggiuntive se i tassi di chargeback diventano troppo elevati.

Tuttavia, i commercianti hanno la possibilità di contestare i chargeback fornendo prove per contestare la richiesta, un processo noto come rappresentazione del chargeback. Contestare con successo un chargeback può aiutare i commercianti a recuperare i fondi persi e a proteggere la loro reputazione.

Che cos’è una garanzia di chargeback?

Create per consentire una gestione delle frodi senza intoppi per le aziende di e-commerce, le soluzioni di garanzia di addebito utilizzano modelli di apprendimento automatico per approvare ordini legittimi e respingere le frodi in tempo reale.

Come avvengono i chargeback?

I chargeback sono un meccanismo messo in atto principalmente per proteggere i consumatori, consentendo loro di contestare una transazione e richiedere lo storno dei fondi direttamente tramite la banca emittente. Esistono principalmente per proteggere i consumatori. Ci sono decine di motivi legittimi per cui un consumatore potrebbe avviare una richiesta di chargeback.
Ecco alcuni casi comuni:
01. Il cliente ha subito un errore da parte del commerciante, come un addebito per un importo errato, errori di spedizione e di gestione dell’ordine, o il cliente ha ricevuto beni danneggiati o mancanti.

02. Il cliente è stato vittima di un attacco fraudolento. Dopo aver notato un addebito sconosciuto sulla loro carta di credito, hanno avviato una contestazione per riavere indietro il denaro rubato.

03. Il titolare della carta ha effettuato un acquisto legittimo ma contesta intenzionalmente una transazione con falsi pretesti, per ottenere un rimborso mantenendo i beni o i servizi. Questa è la frode sui chargeback.

Tuttavia, anche soggetti illegittimi abusano intenzionalmente del meccanismo di chargeback, sostenendo che la transazione non era autorizzata o che la merce non era mai stata ricevuta/era difettosa, allo scopo di frodare il commerciante. Questo è spesso collegato anche all’abuso dei rimborsi: un modus operandi comune dei truffatori professionisti consiste nel presentare una falsa richiesta di rimborso e, se non viene accettata, nel trasformarla in un addebito non richiesto.

Cosa sono i chargeback fraudolenti?

I chargeback fraudolenti sono casi specifici in cui un consumatore intenzionalmente travisa una transazione valida alla propria banca. Affermano che la transazione era non autorizzata, che le merci non sono mai state ricevute o che gli articoli erano difettosi, nonostante queste affermazioni non siano vere. Questa pratica consente al singolo di frodare il commerciante ricevendo un rimborso e trattenendo al contempo l’articolo o il servizio acquistato.

Un sondaggio condotto tra i commercianti online ha rivelato che il 2,8 e il 2,4 percento degli ordini online provenienti rispettivamente da aziende di medie dimensioni e da piccole e medie imprese hanno dato luogo a chargeback.

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Che cos’è una controversia di chargeback?

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Chi è coinvolto in una contestazione di chargeback?

Nella maggior parte dei casi, nel processo di contestazione di un chargeback sono coinvolte quattro parti: il cliente, la banca emittente, il commerciante e la banca acquirente. Nelle controversie più complesse, soprattutto se non si riesce a raggiungere una risoluzione tra la banca emittente e quella acquirente, la rete della carta può essere coinvolta in un procedimento arbitrale per prendere una decisione finale.

01. Cliente: Avvia il chargeback presentando una contestazione all’emittente della carta di credito.

02. Emittente della carta di credito: La banca del cliente che decide se approvare il rimborso e inoltra il chargeback alla banca acquirente del commerciante.

03. Esercente: L’azienda da cui è stato effettuato l’acquisto. Sono legalmente obbligati a pagare l’addebito, ma possono contestarlo se ritengono che sia stato presentato in modo errato.

04. Banca acquirente del commerciante: La banca che elabora i pagamenti con carta di credito per il commerciante. Ricevono il chargeback approvato dall’emittente e lo inoltrano al processo di arbitrato del commerciante per prendere una decisione definitiva.

Frode amichevole e frode da chargeback: Qual è la differenza?

La frode amichevole e la frode da chargeback sono spesso usate in modo intercambiabile. Entrambe si riferiscono a situazioni in cui un cliente effettua un acquisto legittimo e poi presenta un chargeback, sostenendo che la transazione non era valida. Invece di richiedere un rimborso al commerciante, il destinatario del chargeback contatta direttamente la banca. A seguito di un addebito inesigibile, spesso il cliente riceve indietro i propri soldi prima che il commerciante abbia la possibilità di esaminarne le motivazioni.

I consumatori possono commettere frodi amichevoli o frodi di chargeback per vari motivi. Ad esempio, quando un cliente non riconosce un addebito, si pente dell’acquisto o sfrutta intenzionalmente la procedura di chargeback. Entrambi rappresentano una sfida particolarmente impegnativa per i commercianti, perché possono essere commessi da clienti legittimi.

Che cos’è la frode amichevole?

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